Il prezzo di un titolo è dato dall’incrocio tra domanda e offerta, cioè tra chi vuole comprare e chi vuole vendere. Non è facile, però è molto più del previsto: un titolo sale solo se prevalgono i compratori e scende solo se prevalgono i venditori.

Elementare Watson! Tutto il resto sono razionalizzazioni, tentativi di giustificazione più o meno sensati che facciamo per convincerci ad agire o per convincerci che abbiamo agito cum grano salis.

Questo spiega senza troppi arzigogoli come mai titoli sani e solidi possono incontrare ondate di vendite, da far vacillare l’alone di certezze che li avvolgeva, o come titoli scarsi possono andare incontro a momenti di ingiustificata euforia, capaci di portare le quotazioni alle stelle anche senza meriti.

Già nella mitologia greca si narrava che la speranza fosse l’unico bene rimasto agli uomini dopo che Pandora, la bella e curiosa fanciulla plasmata su ordine di Zeus per punire Prometeo per aver rubato il fuoco, aprì il famoso vaso di Pandora. 

“Il punto è, signore e signori, che l’avidità è buona

L’avidità è giusta

L’avidità funziona

L’avidità chiarifica, passa attraverso e cattura l’essenza dello spirito dell’evoluzione

L’avidità in tutte le sue forme

avidità per la vita, per il denaro, per l’amore, per la conoscenza

Nessun master in Alta Finanza e nessun artificio magico proteggeranno i tuoi investimenti e i tuoi soldi dalle fiamme roventi della sconfitta, se ti ostini a guardare nella direzione sbagliata.

In Borsa dobbiamo riconoscere che reagiamo visceralmente tutti alla stessa maniera di fronte a situazioni simili, o quanto meno percepite come simili.