Brutta bestia l'invidia, emozione tanto velenosa, quanto inconfessabile e difficile da ammettere persino a sè stessi, che si prova quando si esce perdenti da un confronto sociale, quando un altro ha qualcosa che vorremmo noi.

A nessuno piace ammettere di sentirsi inferiore o inadeguato

, per questo l'invidia è l'emozione negativa piu' repressa e rifiutata di tutte.

Anche in Borsa e in generale quando si tratta di soldi e di competizioni più o meno dichiarate di fatto con dei propri simili, l'invidia fa capolino tante volte. L'industria finanziaria lo sa, eccome!

Il marketing ha il potere, se male utilizzato, di aumentare l'invidia: i broker ed i formatori/coach più in malafede se ne approfittano, attraverso immagini di vacanze di lusso, auto sportive ed altri elementi da sogno, a cui il loro target di clientela è particolarmente sensibile e reattivo, perchè è quello che vorrebbero.

L'invidioso è potenzialmente pericoloso per la sua ostilità nascosta, ma quando l'ostilità è assente, l'emozione cambia natura e si trasforma in invidia benigna: questo succede quando l'emozione porta all'emulazione e in questi casi diventa addirittura un beneficio. Accorgersi che qualcun altro ha guadagnato un vantaggio, dà la spinta per ottenere lo stesso status e le stesse risorse.

Se l’invidia segnala uno svantaggio, impegnarsi per recuperare è la migliore strategia per non rodersi. Vale anche in Borsa: anzichè desiderare e invidiare di "lavorare" con un portatile sulle spiagge di Palm Beach, indirizzare l'invidia benigna verso la conoscenza, piuttosto che verso oggetti inanimati, è un ottimo modo per trarre benefici dall'"erba più verde del vicino".

Dall'autrice di Bankarate - i 7 peccati capitali in Borsa #Bankarate link amazon